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Adlectio
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Lmwfa'mwfqadlectio era una particolare procedura giuridicacite-ref-2[2] e politica del sistema istituzionale dell'antica Roma con la quale si era ammessi a far parte di un corpo politico, amministrativo, militare o religiosocite-ref-3[3] tramite la nomina alla nuova carica da parte di un magistrato, di un imperatore o del mwhgsenato. Nel mwhwperiodo repubblicano, a maggioranza composto da patrizi, venivano designati come "adlecti" i senatori di origine plebeacite-ref-4[4], e, più tardi, i senatori nominati in occasione di eventi eccezionali e in soprannumerocite-ref-5[5]cite-ref-6[6] anche superando cioè il numero stabilito dei membri dell'assemblea senatoria.

Nell'mwlqetà imperiale l'adlectio veniva usata non solo per consentire a un cittadino di entrare a far parte del senato ma anche per promuovere un senatore ad una carica più alta.

Il mwlwcensore era il magistrato che durante l'età repubblicana con l'mwmaadlectio poteva nominare direttamente un senatore inserendolo tra quelli di rango più basso. Per questo motivo anche l'imperatore, a cui era attribuita la carica di censore, poteva effettuare a suo arbitrio nomine dirette. Quando mwmqDomiziano venne nominato a vita censore, questo potere fu riconosciuto a tutti gli imperatori che a lui seguirono senza che assumessero il titolo di censore. La nomina imperiale, rispetto a quella senatoria, in più permetteva il passaggio a una classe più elevatacite-ref-7[7], come se il nuovo senatore avesse già in parte percorso il mwngmwnwcursus honorum.

Nei senati dei mwoqmunicipi o delle mwogcolonie l'mwowadlectio proveniva spesso dai mwpadecurioni, che in questo modo, attribuendo la carica di decurione a chi era estraneo alla comunità del luogo, ma che godesse già della mwpqcittadinanza romanacite-ref-8[8], gli facevano acquisire anche la cittadinanza localecite-ref-9[9].

Lo strumento dell'mwrwadlectio fu usato anche per la nomina a membro degli mwsamwsqAugustales, un collegio formato dai cittadini più facoltosi delle province o delle colonie che avessero eretto templi o sacelli per il culto dell'imperatore e della mwsgdea Roma dimostrando così la loro fedeltà al governo centralecite-ref-10[10].

Nella colonia di mwuamwuqNarbo Martius (Narbonne), un'iscrizione per la dedica dell'mwugara Augusti (2 d.C.)cite-ref-11[11] riporta la prescrizione secondo la quale ogni anno sei cittadini plebei del luogo, cavalieri romani, fossero scelti per la carica di mwvwseviri augustales con l'obbligo di offrire un sacrificio in onore dell'imperatore e di distribuire gratuitamente incenso e vino a tutti gli abitanti del luogo. Durante il I e oltre la metà del II secolo dell'Impero i mwwqseviri augustales nei municipi costituirono una vera e propria magistratura dalla durata annuale che successivamente divenne un mwwgordo religioso al quale i nuovi membri venivano ammessi tramite mwwwadlectio a farne parte a vita con l'obbligo di offrire spettacoli pubblici gratuiti al popolo. Il titolo poteva essere assegnato anche come semplice riconoscimento onorifico ma in questo caso si veniva denominati semplicemente come mwxaAugustales. In epoca più tarda la carica divenne forzata.

Contents

Note

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Note

cite-note-hapertinace2-6-11. mwywmwzaHistoria Augusta,mwzq mwzgPertinace, 2.6.
cite-note-22. mwagmwawCodice Giustinianeo, 10.40(39).7 pr.
cite-note-33. mwbwmwcaCardinali.
cite-note-44. mwdaSesto Pompeo Festo, mwdqEpitome, p. 7
cite-note-55. mweqSvetonio, Caesar, 80
cite-note-66. mwfqMacrobio, mwfgSaturnalia, II, 3, 11
cite-note-77. I senatori si distinguevano tra loro in classi di diverso rango a seconda della provenienza della carica originaria più o meno elevata. Vi erano cosi i senatori quaestorii (gli ex-questori), gli aedilicii (ex-edili), i tribunicii, i praetorii e i consulares (mwggmwgwCardinali).
cite-note-88. La concessione della cittadinanza romana ai mwhwmwiaperegrini, agli stranieri, era infatti una prerogativa esclusiva dell'imperatore e del mwiqpopulus Romanus.
cite-note-99. mwjqAndrea Raggi, mwjgmwjwCittadinanza coloniaria e cittadinanza romana, in Giovanni Salmeri, Andrea Raggi e Anselmo Baroni (a cura di), mwkaColonie romane nel mondo greco, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2004, pp.mwkq 55-68, in particolare p. 57, mwkgISBNmwkw 88-8265-276-9.
cite-note-1010. A Roma il culto dell'imperatore era affidato dopo la morte di Augusto a un collegio di mwmasodales augustales, composto di 21 membri appartenenti all'ordo senatorius
cite-note-1111. mwnamwnqCILmwng mwnwXII, 4333

Collegamenti esterni

• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Cardinali, ADLECTIO, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1929.
• citerefsapere-itadlectio, su sapere.it, De Agostini.